Di Lucy Piper, giornalista di medwireNews
medwireNews: L’analisi dei dati provenienti dagli studi TRAILBLAZER-ALZ 2 suggerisce che il livello di amiloide al basale sia un forte predittore per la clearance delle placche amiloidi, dimostrandosi più utile dell’età e del livello di tau.
Durante la presentazione dei risultati alla conferenza AD/PD 2024 di Lisbona in Portogallo, Sergey Shcherbinin (Eli Lilly and Company, Indianapolis, USA) ha commentato che anche la tau e l’età al basale possono essere considerate per comprendere meglio la clearance dell’amiloide nei singoli soggetti.
Shcherbinin e colleghi hanno condotto un’analisi post-hoc dei fattori basali di 639 partecipanti allo studio principale TRAILBLAZER-ALZ 2 che presentavano malattia di Alzheimer precoce con sia patologia amiloide nel cervello che patologia tau, e di 822 partecipanti allo studio aggiuntivo TRAILBLAZER-ALZ 2 che presentavano solo patologia amiloide nel cervello. I pazienti inclusi nell’analisi avevano ricevuto tutte le dosi di donanemab previste mensilmente per via endovenosa (700 mg per le prime tre dosi e 1400 mg successivamente) fino a 24 e 52 settimane.
Utilizzando modelli di regressione logistica univariata e di machine learning, il team ha identificato 11 caratteristiche basali su 41 e 31 rispettivamente nei due studi, associate alla clearance dell’amiloide (<24,1 centiloidi) a 24 settimane di trattamento con donanemab.
Tali fattori includevano i dati demografici, lo stato dell’apolipoproteina E4, il punteggio del Mini-Mental State Examination (MMSE), esami di imaging e misurazioni plasmatiche.
Cinque fattori basali comuni a entrambi gli studi sono risultati significativamente associati alla clearance dell’amiloide a 24 settimane, predicendone la probabilità con un’accuratezza dell’80% nello studio principale e del 77% nello studio aggiuntivo. Tra questi, il basso carico di amiloide alla tomografia a emissione di positroni (PET) è stato classificato come il fattore più importante, seguito dall’aumento dell’età, dal basso peso corporeo, dall’assenza dell’allele dell’apolipoproteina E4 e dal basso livello di tau alla PET.
L’analisi di regressione logistica multipla ha confermato la significatività di questi cinque fattori nel predire la clearance dell’amiloide e un’ulteriore valutazione dei fattori ha suggerito che l’amiloide al basale era il “più forte singolo predittore della clearance delle placche amiloidi a 24 settimane”, come ha riferito Shcherbinin, con un’accuratezza del 73%. Utilizzando tutti e cinque i fattori predittivi l’accuratezza è stata dell’81%.
Shcherbinin ha rimarcato la coerenza dei risultati tra i due studi e in termini di previsione della clearance dell’amiloide sia a 24 che a 52 settimane, oltre al fatto che l’amiloide al basale e l’età rimangono i due principali predittori sia nei modelli a 24 che a 52 settimane.
Shcherbinin ha concluso dicendo: “Queste analisi esplorative post-hoc e “hypothesis-generating” (per la formulazione di ipotesi) richiedono ulteriore lavoro compresa la validazione tra le terapie mirate all’amiloide.”
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AD/PD 2024; Lisbona, Portogallo: 5-9 marzo